Il “fuoricasa”, vero traino dell’economia: raddoppiate le imprese negli ultimi cinquant’anni

Negli ultimi cinquant’anni il comparto del fuori casa italiano ha vissuto una crescita straordinaria, diventando una delle infrastrutture sociali più importanti del Paese. Nel 1970 le imprese attive erano poco meno di 154 mila, oggi superano le 323 mila aziende. Un’espansione che racconta non solo la forza economica del settore, ma anche la sua centralità nella vita quotidiana e culturale degli italiani.

L’elaborazione è stata presentata nel corso dell’ultima assemblea di Fipe Confcommercio, in occasione dei suoi 80 anni, aperta dall’intervento di Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, proseguita con la relazione del Presidente di FIPE Lino Enrico Stoppani (in foto) e con la lectio magistralis del professore Giuliano Amato, Presidente Emerito della Corte Costituzionale.

La congiuntura attuale, si sa, mostra un andamento grigio. L’ultimo rapporto Fipe ha messo in luce come crescano i consumi fuori casa a valore (+4,9% nel 2024, per un totale di 96,4 miliardi di euro), ma si contraggono di volume (-6% rispetto al pre-pandemia). E le imprese attive calano a 327.850 unità (-1,2%), con un saldo negativo di oltre 18mila aziende tra iscrizioni e cessazioni.

In una prospettiva storica, però, il settore mostra il suo peso determinante.

Nel 1970 i consumi fuori casa valevano 20,9 miliardi di eurolire. Nel 2000 il valore ha raggiunto i 51,4 miliardi di euro con una crescita reale del 146%. Nel nuovo millennio la crescita è proseguita ma a ritmi decisamente più contenuti: tra il 2000 e il 2024 l’incremento reale è stato del 5,5%. Tuttavia oggi il valore dei consumi fuori casa è arrivato a superare i 96 miliardi di euro correnti confermando che siamo oramai dinanzi ad un vero e proprio mercato “di massa”.

Dal 1945 a oggi abbiamo accompagnato l’Italia nelle sue stagioni più difficili e nelle sue conquiste più importanti” ha commentato Lino Enrico Stoppani, Presidente FIPE-Confcommercio.

In ottant’anni abbiamo imparato che un pubblico esercizio non è solo un’impresa: è un presidio di comunità, un luogo dove si incontrano le persone, si condividono storie, si generano relazioni e opportunità”.

Celebrare gli ottant’anni, per FIPE, significa rendere omaggio a generazioni di imprenditori che hanno dato dignità al lavoro e fiducia al futuro, trasformando un mestiere in un’arte, un servizio in un’esperienza, un’impresa in una comunità.

 

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